




















Ringrazio per la concessione delle foto la Sig.ra Lenka Roznětínská / Many Thanks to Mrs. Lenka Roznětínská for pictures.
Saranno d'aiuto tutti coloro che faranno girare il piu' possibile le informazioni riportate in questa pagina. Vi chiediamo cortesemente di citarne anche la fonte ed il link originale ( http://www.stardogschis.com/canifici.html )
Questi "allevamenti lager" esistono purtroppo numerosi anche nel nostro paese. Li potete trovare leggendo allettanti annunci di vendita e prenotazione di piu' razze.
I cuccioli provenienti da queste catene di produzione sono quelli esposti nei negozi per animali di cui non saprete mai l'origine certa, e quelli degli allevamenti dove non vi lasciano entrare, non vi fanno vedere i genitori...vi fanno solo vedere la merce, prendere o lasciare...
Articolo di Valeria Rossi - tratto da "Ti presento il cane"
Molta gente ancora non ha capito cosa si nasconde dietro al traffico di cuccioli dall’Est europeo, ovvero dei cuccioli commercializzati dalla stragrande maggioranza dei negozi e dei cosiddetti “puppy mills”, ovvero sedicenti allevamenti che si pubblicizzano con frasi come “Dieci (o venti, trenta…) bellissime razze! Spedizioni in tutta Italia, isole comprese!”…come se i cuccioli fossero armadietti per la cucina.
Ma che c’e' di sbagliato, in fondo, in questi cuccioletti di provenienza ungherese o rumena, che appaiono tanto carini e che (secondo la vox populi, perche' la realta' e' un po’ diversa) costano meno di un cane di allevamento?
Forse i cani di allevamento sono un po’ piu' belli…ma se non si e' intenzionati a fare esposizioni, cosa importa se un’orecchia e' un po’ piu' lunga, o se il pelo e' un po’ meno soffice?
Altra obiezione “classica”: ma andiamo,il cucciolo e' un cucciolo, punto e basta! Cosa sono tutti questi problemi? La cosa piu' logica da fare quando si decide per l’acquisto e' andare a cercare il posto: a) piu' comodo, b) piu' economico.
Partiamo allora da quest’ultimo punto, chiarendo subito che i cuccioli dell’Est non sono mai “a buon prezzo” come potrebbe sembrare a prima vista.
Infatti quel (poco) che si risparmia all’atto dell’acquisto verra' vanificato dalle spese veterinarie sostenute per rimettere in sesto un cane quasi sempre malato, spesso gravemente.
Ma e' proprio vero che i cuccioli dell’Est sono quasi sempre malati?
Purtroppo si', e' vero. Ed e' vero perche' sono allevati “a basso costo”.
Ma questo non significa assolutamente che ci si sforza di venire incontro al cliente per fargli spendere meno!
Significa invece che:
a) i cuccioli nascono da genitori scelti a casaccio, senza criteri selettivi, perche' i test per verificare la presenza di tare genetiche costano cari. Quindi non si fanno. Nessuno controlla le patologie oculari, la displasia dell’anca e del gomito, le malattie cardiache ereditarie. Se i genitori sono affetti non vengono mai esclusi dalla riproduzione (come avviene in un buon allevamento), ma usati (anzi, sfruttati) a piu' non posso. E i cuccioli ereditano queste malattie;
b) le fattrici sfornano una cucciolata dopo l’altra, ogni sei mesi, senza alcun tempo di ripresa: non sono accudite amorevolmente dopo il parto, ma messe lì in attesa del prossimo calore, come in una catena di montaggio. Ovviamente questo debilita immensamente le cagne, e da madri debilitate possono nascere solo cuccioli deboli;
c) per le madri si usa cibo a sua volta a basso costo, e quindi di bassa qualita', che debilita ancora di piu' le cagne. I cuccioli vengono a malapena svezzati – sempre con cibo di bassa qualita' – e poi impacchettati e spediti, perche' tenerli piu' a lungo comporterebbe un costo aggiuntivo che i “cagnari” si guardano bene dal sostenere;
d) i cuccioli vengono “impacchettati e spediti” intorno ai 30-35 giorni di eta', perche' a 40 giorni (eta' in cui risultano piu' “appetibili” per il cliente) devono gia' essere in vetrina. Questo significa che non possono essere vaccinati (la prima vaccinazione non si puo' effettuare prima dei 50 giorni perche' non avrebbe alcun effetto, essendoci ancora in circolo gli anticorpi materni). Inoltre, a questa eta', il sistema immunitario del cucciolo non e' ancora completamente sviluppato: quindi i cani non hanno letteralmente difese contro gli agenti patogeni, i virus, i batteri che possono incontrare sul loro cammino;
e) i cuccioli, per arrivare in Italia dall’Ungheria o dagli altri Paesi sedi dei canifici, viaggiano per almeno due giorni (debilitati e senza alcuna protezione vaccinale) su camion senza riscaldamento, stivati come galline in gabbiette non igienizzate che hanno visto passare altre migliaia di cuccioli…con i risultati che si possono facilmente intuire.
Perche', allora, i commercianti acquistano i cani dell’Est?
Perche' gli allevatori di qualita', che selezionano con cura e amano i loro cuccioli come se fossero loro figli, ben difficilmente vendono ai negozi: infatti gli allevatori di qualita' selezionano anche i clienti. Vogliono conoscerli, sapere chi sono, seguirli lungo tutto il cammino della vita del cucciolo. Questo non sarebbe possibile se i cuccioli venissero consegnati a un rivenditore.
In Italia, ovviamente, non ci sono solo allevatori di qualita' (magari!)…ed esistono anche allevatori che rivendono ai negozi: ma il loro prezzo non e' mai inferiore ai 250-300 euro.
I cani dell’Est costano circa 50 euro…e i conti sono presto fatti.
All’importatore-grossista, così come al rivenditore finale, non importa se qualche cucciolo muore e/o qualcun altro dev’essere sostituito: il risparmio e' tale che possono mettere in conto un 50% di decessi senza che questo renda meno remunerativo l’affare…e infatti la percentuale di cuccioli dell’Est che non sopravvive all’importazione si aggira proprio intorno al 50%. Alcuni muoiono durante il viaggio…molti, purtroppo, nelle case dei nuovi proprietari.
Eppure i cuccioli in vetrina sembrano sempre in ottima forma! Come possono essere tutti malati?
Purtroppo possono, eccome.
Solo che, appena sbarcati in negozio, vengono immediatamente riempiti di gammaglobuline (e talvolta anche di eccitanti) per “mascherare” la situazione reale, che si manifesta sempre e solo dopo la vendita.
I cuccioli dell’Est vengono venduti solo in negozio?
No, purtroppo: anche molti sedicenti allevatori sono in realta' degli importatori.
In generale, tutte le strutture che garantiscono la “pronta consegna” di qualsiasi razza di cane sono altamente sospettabili.
Un altro mezzo di diffusione molto noto (e – cosa vergognosa! – addirittura promosso, recentemente, dal Tg5) sono le cosiddette “Fiere del cucciolo”, “Cucciolandie” e affini.
Se un cucciolo muore dopo pochi giorni dall’acquisto, non si dovrebbe avere diritto a un risarcimento?
Certo, la legge lo prevederebbe…ma i negozianti mettono – ovviamente – le mani avanti per tutelarsi.
Ecco alcuni tipici segni di fregatura in arrivo:
a) richiesta di denaro contante e rifiuto di assegni, bancomat, carta di credito;
b) richiesta di firmare una “garanzia” che, se letta attentamente, conterra' sempre assurdita' quali la durata di 24-48 ore (pazzesco! Il tempo di incubazione delle piu' comuni malattie virali e' di quindici giorni!), il divieto di far visitare il cucciolo da veterinario diverso da quello suggerito dal negoziante (sembra incredibile, ma abbiamo visto anche questa!) e/o altre postille varie che di fatto sollevano il venditore da qualsiasi responsabilita';
c) la mancata consegna di scontrino fiscale per quanto riguarda il cucciolo: sullo scontrino troverete solo le voci relative al cibo, alle ciotole ecc.
Se un cliente la mette proprio giu' dura, il negoziante solitamente sostituisce il cucciolo con un altro (sempre dell’Est, ovviamente!): sappiamo di un caso in cui e' morto ANCHE il secondo cucciolo, per di piu' in una famiglia in cui era presente un bambino…e si puo' immaginare la sua felicita' in tutto questo.
Comunque, in alcuni casi, e' ancora possibile intentare una causa ed essere risarciti (anche se si e' firmato un contratto-capestro).
Non intendiamo, da queste pagine, dare ulteriori armi ai negozianti disonesti e spiegare loro come difendersi meglio: quindi, se volete saperne di piu', scrivete all’indirizzo della redazione o mandate una e-mail a canidellest@tipresentoilcane.com.
Vi metteremo in contatto con l’avvocato Simona Mosconi, che dopo essere stata a sua volta vittima di questo losco traffico (il suo west highland e' vissuto solo dieci giorni) e' riuscita a far sequestrare i cuccioli dell’Est venduti da un grande pet-shop di Milano ed e' ancora sulla breccia, insieme alla nostra rivista, per proseguire questa battaglia.
Tutti i cani dell’Est europeo sono cuccioli di scarto?
Ovviamente no! Questo traffico riguarda solo i cosiddetti “canifici”, ovvero gli allevamenti “a basso costo” in cui si producono cuccioli badando solo alla quantita' e non alla qualita'.
In Ungheria, Romania e altri Paesi europei esistono anche ottimi allevamenti, che producono ottimi cuccioli…e NON li vendono ai negozi italiani, così come non lo fanno, per i motivi gia' visti, i migliori allevatori di casa nostra.
Quando si parla di “cuccioli dell’Est” ci si riferisce sempre e solo ai canifici: e' importante (e corretto!) specificare che all’Est non ci sono solo canifici, ma e' ancor piu' importante ricordare che i cuccioli che vengono importati e rivenduti da negozi e fiere sono SOLO ED ESCLUSIVAMENTE cuccioli di scarto.
Se il negoziante vi parla di cuccioli “figli di campioni ungheresi”, nove volte su dieci vi sta truffando! Chiedetegli la dimostrazione pratica di quanto sta affermando…e vedrete che succede.
Perche' nessuno fa nulla per fermare questo traffico?
La risposta e' davvero molto triste: perche' E’ TUTTO LEGALE.
Cagnari, canifici e negozi si pubblicizzano impunemente dalle pagine di quotidiani, riviste e perfino riviste specializzate (per quanto ne sappiamo, “Ti presento il cane” e' al momento l’UNICA rivista che rifiuta la pubblicita' di importatori e rivenditori di cuccioli dell’Est), perche' la legge italiana non si interessa del problema; i media non si interessano del problema; nessuno se ne interessa finche' magari non acquista un cucciolo per i suoi bambini e il cucciolo muore.
E’ perfettamente legale importare cuccioli, purche' in regola con le vaccinazioni: ma i libretti si falsificano senza problema, basta un veterinario complice.
E’ perfettamente legale (ed e' VERGOGNOSO che lo sia) esporre i cuccioli in vetrina, a rotazione, cosi' se uno solo di essi fosse malato e' garantito che impesta anche tutti quelli che arriveranno dopo di lui (ma intanto ci sono la gammaglobuline!).
E’ perfettamente legale, sempre con la complicita' di un veterinario, “dopare” letteralmente i cuccioli per farli sembrare vispi e allegri: basta che il veterinario dichiari che avevano bisogno della somministrazione di quei tali farmaci.
Purtroppo sì, e' proprio così: i veterinari complici non solo esistono, ma sono anche numerosissimi.
E l’Ordine dei Veterinari, invece di cercarli uno ad uno e di radiarli ignominiosamente, si preoccupa di punire chi cerca di offrire un servizio sociale…come sta accadendo alla Mutua veterinaria di Torino, di cui parleremo nel prossimo numero.
Di cani dell’Est ho tentato personalmente di parlare ai media (innumerevoli e-mail, fax e lettere spedite a Maurizio Costanzo, Striscia la Notizia e altri): non ho mai avuto nessuna risposta.
Stessa sorte per molte altre persone che conosco, dall’animalista sfegatato al semplice cinofilo a cui e' morto il cucciolo tra le braccia.
Certo, in questo traffico sono implicate troppe realta': negozi, allevatori, veterinari, lo stesso ENCI (che voltura i pedigree ungheresi senza fiatare, dando ai cani dell’Est – o almeno a quelli sopravissuti - un pedigree italiano e la possibilita' di riprodursi)…e ovviamente lo Stato italiano, che permette le importazioni senza sufficienti accertamenti.
Andare a mettere il dito nella piaga rischia di sollevare un vespaio non indifferente…e forse per questo, TUTTO TACE.
Tutti i negozi vendono sempre e solo cani dell’Est?
No, non tutti: anche se purtroppo si tratta della stragrande maggioranza.
Pero' ci sono anche negozianti-allevatori che vendono i propri cuccioli, talora di ottimo livello.
Come faccio a capire se il negoziante vuole vendermi un cucciolo-truffa?
E’ molto semplice. Basta:
a) chiedere la provenienza esatta del cucciolo e farsela mettere per iscritto.
Ricordiamo che i venditori senza scrupoli cercheranno sempre di far leva sui nostri sentimenti, facendoci sentire addirittura dei disgraziati se facciamo domande precise: ma come? L'amore per il cane non viene prima di ogni altra cosa?
Che ci importa della provenienza, dell'eta', del pedigree e di tutte queste sciocchezze?
ATTENZIONE: il gioco e' vecchio e sporco...e funziona a meraviglia da anni. Ma e' ora di finirla.
Se il venditore accenna a motivazione sentimentali per sviare le nostre domande, rispondiamogli gentilmente che poiche' il cucciolo non ci viene regalato, ma dobbiamo pagare per averlo, siamo "costretti" a tutelarci e a chiedere precise garanzie come avviene per qualsiasi compravendita.
Quindi restiamo fermi nelle nostre richieste, e se non vengono accontentate andiamocene senza accettare compromessi.
Di musetti dolci come quello a cui potremmo rinunciare e' pieno il mondo: di truffatori, per fortuna, no.
b) richiedere una garanzia sanitaria (sempre scritta!) di almeno venti giorni. Se il cucciolo fosse in buona salute e regolarmente vaccinato, il negoziante non rischierebbe nulla, fornendola.
Se non vuole farlo, e' perche' ha la coscienza sporca.
Come ci si puo' tutelare?
Innanzitutto nel modo piu' semplice: non comprando cuccioli in negozio ne' alla fiere, e non comprando cuccioli da nessun sedicente “allevamento” che venda cuccioli di oltre dieci razze.
Allevare e' un lavoro impegnativo, difficile, che richiede amore e pazienza: e' gia' difficile farlo con una-due razze. Con dieci e' impossibile.
Chi alleva troppo alleva sicuramente male: puo' essere un “cagnaro nostrano” o un importatore, ma in ogni caso non vi dara' molte garanzie di salute, bellezza e carattere. Quindi, meglio evitare in ogni caso.
Se volete un cane a basso costo, se non vi interessa farlo riprodurre, se non vi importa nulla di esposizioni o prove di lavoro…i canili sono ZEPPI di cani di ogni eta', sesso, forma e colore che aspettano solo una famiglia.
Perche' cercare proprio il cane di razza?
La risposta piu' classica e' : “Perche' mi piace esteticamente. E poi perche' da un cane di razza so esattamente cosa aspettarmi: so quanto sara' grande, che tipo di pelo avra', che carattere avra'!”.
Be’…con i cani dell’Est questo non e' MAI vero. Il vostro cucciolo, da adulto, somigliera' – questo sì – alla razza di cui vi eravate innamorati…ma non sara' un BEL rappresentante di quella razza e soprattutto non avra' mai un carattere corrispondente a quello descritto dallo Standard di razza. Un po’ perche', dove non c’e' selezione, non ci sono neppure risultati (ne' morfologici, ne' caratteriali): un po’ perche' il distacco precoce dalla madre e i traumi subiti da TUTTI i cuccioli dell’Est causano immancabilmente problemi di carattere.
Tra i cani dell’Est ho gia' incontrato personalmente Labrador, husky e golden mordaci, rottweiler timidissimi, beagle inavvicinabili dai bambini e così via.
Se nessuno comprasse piu' i cuccioli dell’Est, quei poverini che fine farebbero?
Questa domanda sembra assai piu' sensata di quanto non sia…perche' in realta' non dovremmo preoccuparci di “salvare dei cuccioli”.
Se nessuno comprasse piu' cani dell’Est, i negozianti smetterebbero di rifornirsi dagli importatori. Se gli importatori non comprassero piu' cuccioli, gli allevatori smetterebbero di produrli e si dedicherebbero ad altro.
I cuccioli non vengono al mondo da soli: se nessuno potesse piu' godere del business a loro legato, si smetterebbe semplicemente di far nascere dei poveri infelici.
Per quanto riguarda quelli gia' presenti, occorrerebbe SUBITO una legge severa sulle importazioni (legge che NESSUNO sta richiedendo con sufficiente forza: neppure le associazioni animaliste): a questo punto dovrebbe partire una bella indagine sui cuccioli gia' presenti in Italia. Quelli in perfette condizioni potrebbero essere commercializzati…mentre gli verrebbero sequestrati, affidati a canili sanitari e poi dati in adozione (ma gratuitamente, dopo essere stati curati).
Non so se una legge seria ci sara' mai: noi ci proviamo…ma visto come il Governo ha affrontato il problema dei “cani pericolosi”, ho seri dubbi su quello che potrebbe inventare per arginare il traffico dei cani dell’Est.
Quindi, al momento, le uniche cose da fare per contrastare questo traffico sono due:
a) NON COMPRARE cuccioli nati in un canificio:
b) INFORMARE piu' persone possibile: parenti, amici…e pure nemici, perche' troppa gente ancora NON SA. Ed e' così che questo traffico prospera: sull’ignoranza del pubblico…e sulla pelle dei cuccioli.
E’ possibile che un negoziante sia in buona fede, e non sappia cosa si nasconde dietro a questo traffico?
Per quella che e' la mia personale esperienza, NO. Non e' possibile. Semplicemente perche' non e' possibile che il negoziante consideri “normale” una percentuale di cuccioli malati e/o morti come quella che riguarda i cani dell’Est.
Tutti i commercianti che finora sono stati messi alle strette, anche se al cliente avevano fatto credere di essere degli ignari angioletti, alla fin fine sono risultati perfettamente consapevoli.
E’ dura farglielo ammettere (e' stata dura anche per la Guardia di Finanza, nei casi che ha trattato)…ma finora la realta' pare essere sempre e solo questa: negozianti e cagnari sanno benissimo quello che fanno.
ALCUNE CONSEGUENZE DELLA TRATTA DALL'EST
- recrudescenza della diffusione di malattie che erano ormai praticamente SCOMPARSE dal panorama cinofilo italiano, come cimurro e parvovirosi. I cani dell'Est, debilitati e malnutriti, rappresentano un prezioso serbatoio per questi virus che sono tornati ad appestare le nostre citta', diffondendosi a macchia l'olio con gravi conseguenze per TUTTI i cani italiani;
- estrema difficolta' di controllo delle malattie genetiche (displasia dell'anca e del gomito, patologie oculari, patologie cardiache ecc).
Quasi tutti i Club di razza si stanno dando un gran daffare per monitorare e selezionare la popolazione canina, escludendo dalla riproduzione i cani portatori di tare: mentre i cani dell'Est sono quasi immancabilmente affetti da tare genetiche, perche' su di loro non esiste NESSUN controllo.
Quando arrivano in Italia e l'ENCI - senza alcun controllo - concede loro un pedigree italiano, questi cani vengono quasi immancabilmente messi in riproduzione dai loro proprietari, a cui fa piacere avere una cucciolata (anche perche' persistono dicerie infondate come quella secondo cui la cagna "deve" partorire almeno una volta nella vita) e che ovviamente non hanno idea del danno che possono causare alla razza.
La maggior parte delle persone non sa neppure cos'e' il controllo delle malattie genetiche: e non capisce che, se e' giusto che il mondo sia dei belli e anche dei meno belli...non e' giusto che sia anche dei cani malati, almeno quando si avrebbero i mezzi per evitarlo;
- un'infinita' di persone letteralmente truffate e di bambini disperati perche' il cucciolo tanto sognato gli e' morto tra le braccia dopo pochi giorni;
- sensibile danno per l'allevamento italiano di qualita', che pur affrontando spese ed impegni di grande rilevanza rischia di non vendere i propri cuccioli (sani e tipici).
Perche'? Ma perche' e' considerato "troppo caro"!
Commercianti e cagnari, in realta', riescono a vendere il cucciolo a qualche centinaio di euro in meno: intanto ci stra-guadagnano lo stesso.
Così gli allevatori seri, per stare almeno nelle spese, devono effettivamente vendere i cuccioli a un prezzo piu' alto di quello che potrebbero tenere se fossero solo loro a coprire la richiesta nazionale.
Infatti, vendendo di piu', potrebbero produrre "un po' di piu'" : certamente non con i ritmi dei canifici, che oltre ai cuccioli stressano anche le cagne facendole coprire ad ogni calore...ma una cucciolata in piu' all'anno potrebbero pensare di farla.
E producendo di piu' e avendo un mercato su cui contare potrebbero abbassare leggermente i prezzi.
In questo modo ci sarebbe anche una maggior produzione di qualita' su cui contare e tra cui scegliere i migliori riproduttori, per elevare sempre piu' il livello della nostra cinofilia.
Mentre oggi capita che allevatori serissimi e coscienziosissimi non abbiano prenotazioni , mentre i cuccioli della stessa razza provenienti dall'Est arrivano letteralmente a carrettate, vanno in vetrina e vengono venduti a ritmi vertiginosi.
CONCLUDENDO:
Se possibile, evitate l’acquisto del cucciolo a Natale: ai vostri bambini regalate una foto della razza che avete scelto, con scritto “Buono per l’arrivo di un meraviglioso cucciolo, non appena l’allevatore sara' pronto per consegnarcelo”.
Ma se proprio DOVETE acquistare il cucciolo sotto le feste, se pensate di non poter sopravvivere un mese in piu', se siete assolutamente sicuri che questi siano gli UNICI giorni adatti…allora, vi prego, non comprate cani dell’Est. Per nessun motivo al mondo, qualsiasi favola vi raccontino o provino a raccontarvi.
E se invece avete capito le mie parole, e avete creduto a quella che e' semplicemente la verita'…parlatene anche con i vostri amici, parenti, conoscenti. Fotocopiate queste pagine e fate opera di volantinaggio.
Spargete la voce piu' che potete. Perche' laddove la legge non arriva a tutelare i cuccioli, forse il passaparola puo' farlo.